• <i><b>Benvenuti nel mio mondo</i></b>

Ciao

E' da tanti anni che scrivo e riscrivo, cercando e ricercando, vivendo e rivivendo, sognando e risognando, destandomi e ridestandomi. Scrivo così, come aggrappato a un tronco d'albero lungo un fiume a volte impetuoso, a volte in secca, a volte quasi immobile tra verdi radure e percorsi sinuosi. Scrivo la vita vivendola e non mi fermo mai, perché fermarsi non è solo star fermi, è smettere di sentire.



Riccardo Jevola

Sono del Sessantuno. Sin da adolescente mi sono sentito attratto dalla poesia, dalla sua forza espressiva capace di ottenere dalla parola scritta la vocalità musicale, la visibilità colorica e la percezione emotiva. La fotografia delle mie emozioni, come la definivo allora. Dal 1991 mi sono avvicinato alla narrativa per amore delle storie, sconosciute, straordinarie, immaginarie e assieme radicate nella realtà. Romanzi fatti di persone e stati d'animo, intrecci di destini e sentimenti, mentre io che li creo, scrivendo e riscrivendo nel corso degli anni, via via scompaio per lasciare il posto solo a loro, ai miei personaggi infine vivi oltre me, nonostante me. Voci del nostro mondo senza quiete, immerse nelle sue ombre, nei suoi silenzi, nei vuoti, nelle domande che gravano come minacce. Personaggi che a modo loro diventano poeti accordandosi con i miei antichi versi, dove gli stati d'animo condizionano la percezione del reale e si trasformano in messaggio. Un messaggio fatto talvolta solo di un gesto, di uno sguardo, di un'emozione. Ma sempre messaggio per qualcuno che ascolti, voce nel silenzio, o nella solitudine, o nel tempo che scorre silente e trascina via ognuno di noi. Ognuno aggrappato al tronco suo.

E' una strana e troppo fredda sera d'autunno, il mondo viene scosso dalla notizia di una scoperta scientifica sconvolgente: Dio non esiste. Iniziano il caos e il disordine che investono in maniera repentina il protagonista della storia. Il reale cambia drasticamente, non vi è più morale né legalità in assenza di Dio, della sua primigenia forza legislativa. Tutto è permesso.








Kimmérios è una nube di antimateria, un buco nero in movimento, la fine del sistema solare. Riccardo trascorre le ultime trenta ore dell'umanità in compagnia di due ventenni, Martina e Mattia, conosciuti in riva al mare dove si è rifugiato fuggendo dal caos totale della città. Riccardo s'innamora del loro amore, lui che non ha mai amato nessuno. Proprio ora che non ha più tempo...







L'amore dannato è il mantello con cui il Male scalda il gelo dell'anima. Chi ha la sventura di non sapersi sottrarre a quel calore è perduto, entra nella ragna di un destino scritto da forze maligne che lo governeranno senza tregua fino al compimento del Primus Acto, l'oscuro disegno che chiude il cerchio delle tante vite precedenti usate per spingerlo sin lì. Fino a vedere gli occhi del predatore che lo aspetta da sempre. Gli occhi di Beatrice Lunãs conficcati nelle mente di Ramon Ademar.





So che non abbiamo mai tempo, so che è pesante leggere un file di 80 pagine, so che di solito non diamo alcuna importanza a ciò che troviamo free. Lo so benissimo. Ma anche chi detiene il potere lo sa, e ride. Ride dei tentativi di far passare nuove idee, di indurre la libera riflessione, di usare la Rete per creare lbertà di pensiero. Ride e se la ride. Credo perciò che il primo gesto davvero rivoluzionario oggi in Italia sia dimostrare di essere ancora capaci di scegliere liberamente.





Qualsiasi cosa, qualsiasi rapporto umano, qualsiasi persona ha in sè l'uno ed il suo doppio nascosto, il suo segreto.
Sangue de Lorca è un romanzo sulla doppiezza della vita, sulle sue menzogne, sulle verità taciute. Sangue de Lorca racconta il frammento più importante della vita, in un certo senso l'iniziazione ad essa, di un giovane e ricco nobile senese.







Risvegliarsi dall'incubo di una vita estranea ed avere d'un tratto chiaro non tanto le cose da fare, quanto il senso del proprio tempo. Trarre dai minuti la forza, dalle ore la visione dei gangli movimentare la realtà e scoprire il sentore di uno scopo. Attendere in pace ogni giorno la notte posarsi ai piedi del letto e assopirsi come se fosse l'ultima, abbracciati al meglio di noi stessi. L'ombra che forse sopravvivrà







Ermes detto Lorenzo è un romanzo sulla poesia. Narra la storia di un noto critico d'arte fiorentino che, pur vivendo in un suo alveo perennemente nutrito dai ricordi amati, dalla bellezza e dal significato di ogni forma di espressione, si troverà costretto ad affrontare una realtà estranea a tutto questo, fatta di egoismi e cattiverie, che finiranno per avvolgere come nebbia la luce di ogni giorno. Ma sarà proprio la sua natura d'uomo d'arte a permettergli di attraversare le brume senza smarrire se stesso.





Nu-âme è un romanzo di genere apparentemente fantastico, ma in realtà è un romanzo sull'amore nel suo complesso. Dall'amore vero, indubitabile, a quello sbagliato che pretende l'anima e poi la uccide. In ogni caso l'amore puro, al di là del bene e del male, l'amore oltre ogni umano possibile giudizio di chi non vi è coinvolto. Nu-âme, in questo, parla anche della vita vissuta pienamente, e per contro di quella soltanto subita al limite di una morte non ancora celebrata. E parla dell'anima, delle sue pene, del suo grido inascoltato, della sua solitudine.




Chi è un mite? Un mite è uno che subisce. Subisce la televisione, i titoli dei giornali, le lusinghe dei politici. Un mite è uno che osserva, ascolta, tace. Sì, sta quasi sempre zitto un mite ma pensa, pensa continuamente. Talvolta parla quando deve parlare, ma lo fa per poco e tace sempre molto prima che qualcuno possa notarlo. E ascolta, comunque sempre, anche malvolentieri, anche quando deve farlo con la moglie che lo guarda con quel velo di pietà perennemente calato sopra alla fronte aggrottata e piena di ben altri pensieri, i suoi.




Per un puro caso i telescopi sull'Himalaya scoprono un nuovo corpo celeste a 100 miliardi di chilometri dalla Terra. Nome in codice U5G-K23. Non appartiene ad alcun sistema stellare e vaga nello spazio profondo ad una velocità di trenta chilometri orari in direzione opposta al nostro Sole. Una decina d'anni dopo l'asteroide viene raggiunto. Si tratta di un misterioso oggetto celeste che per dimensioni, forma e composizione non può che essere considerato un pianeta, uscito da chissà quale orbita e ora errante grazie ad una debolissima e inspiegabile inerzia.




Un giudice, in preda a una profonda crisi esistenziale, prigioniero di ferree regole borghesi, decide di rompere gli schemi, di sottrarsi alla pena a cui si è condannato. E così, con lo spirito del viaggiatore, inizia le proprie peregrinazioni nella notte, dentro a una città come Genova in cui niente, dopo le venti, è come sembra di giorno. Durante questa vita notturna, che la mentalità borghese definirebbe, coi suoi giudizi inappellabili, come minimo immorale e indecente, l'uomo incontrerà Sophie, una prostituta, con la quale riscoprirà l'amore, ma non solo...





Nota per i vampiri

Una mia amica, molti anni fa, mi parlò del vampirismo. E' l'arte di sfruttare l'ingegno altrui per trarne un vantaggio personale. In effetti i vampiri esistono e succhiano dal collo delle vittime l'anima del loro pensiero. Ma al contrario del Conte Dracula di Bram Stoker, le vittime non diventano anch'esse vampiri. Semplicemente continuano a pensare, a scrivere, a ideare, magari con qualche pesantezza in più. Per questo mi rivolgo a voi: se volete vampirizzare i miei testi fate pure, ma fatelo con me, facciamolo assieme, ci divertiremo. Io non riesco ad essere come voi, e voi non riuscite ad essere come me. Immaginate cosa potremmo scrivere assieme. Contattemi, ci sorprenderemo a vicenda.